"La cooperativa La Hub è una piccola azienda subappaltatrice di un consorzio che produce tosaerba
Il conflitto E’ la prima volta che lavoratori stranieri nel nordest fanno una protesta così radicale".
<<Ci
vorrebbero lasciare a casa, come panni soprchi. Usati e poi gettati in
un angolo>>, <<ma adesso vogliamo rivendicare i nostri
diritti.>>
Da lunedì questa coperativa è ferma, ferma e in occupazione.
I
soci lavoratori della Hub sono tutti immigrati. Vengono dalla Moldavia,
Ucraina, Marocco e Cina. Stanno sulla linea di montaggio anche dieci
ore al giorno e anche sei ore alla settimana, a ritmi di avoro disumani
e insultati da un capo che detta il tempo.
Tutto parte dalla Ggp
ch ha affittato, e messo a diposizione le sue macchine, un capannone a
Noale nei siti della logistica di Cablog. Cablog ha appaltato al
consorzio romano Gesconet il lavoro di motaggio delle macchine
tosaerba, Gesconet ha subappaltato alla sua consacrata, la Hub.
Quando
il lavoro è finito è cominciato lo scaricabarile e, qualche giorno fa,
i lavoratori i sono visti consegnare le lettere di licenziamento.
Alcuni
lavoratori raccontano dei turni unghissimi e del lavoro che devono
sopportare: <<Siamo inquadrati come facchini, ma in realtà siamo
in una catena di montaggio. Facciamo un lavoro da
metalmeccanici.>>, <<Nessuna formazione, ci hanno messi
sulla linea e a forza di provare abbiamo imparato. La disperazione e la
necessità fanno imprare anche i lavori più difficili>>. due pause
da sette minuti l’una per andare in venti in 2 bagni. poi 30 minuti per
mangiare quello che ci si è portati da casa.
I 40 ex-lavoratori
che hanno deciso di occupare la cooperativa, dormono sui pancali,
diverse coppie di marito e moglie con i bambini che arrivano dopo
scuola a porare ai genitori un po’ d’acqua.
Ieri sono stati
bloccati dei tir che entravano a caricare la merce che finisce nei
supermercati della zona. Un’azione per costringere la Gcp ad accettare
di incontrare chi fino ad ora è stato zitto facendo il lavoro che gli
veniva ordinato.
<<E’ il mondo che ti crolla in testa. Io
ho due bambini di cui uno con ustioni sul 45% del corpo. Non posso
nemmeno farlo curare. Pago un affitto di 700 euro e adesso mi dicono
che non c’è più lavoro.>>.
Speriamo che la situazione cambi perchè questo sfruttamento è indecente… chiunque ha il diritto di vivere.
Fonti: "il manifesto"